INDIA/Day 05

Non sono ancora le 8.00 del mattino. Già sediamo sul sedile posteriore del classico veicolo a tre ruote prodotto dalla Bajaj.
Bajaj rappresenta il secondo costruttore mondiale di scooter ed il quarto produttore mondiale di motoveicoli. Durante gli anni ’60 l’azienda collaborò con Piaggio, costruendo su licenza alcuni modelli di Vespa con marchio italiano. Dal divorzio avvenuto nel 1971, Bajaj continuò a commercializzare questi veicoli a nome Chetak.
Ci intrufoliamo a stento tra le vie di BIKANER. E quando Hari è costretto a frenare bruscamente veniamo travolti dal nostro stesso fumo di scarico.
Uno dei pregevoli templi gianisti che visitamo è il BHANDASAR TEMPLE, con i suoi rilievi in pietra gialla e gli affreschi vivaci. Pare che le fondamenta contengano 40.000 kg di ghee, il burro chiarificato. Dicono anche, che in questo periodo il pavimento diventi particolarmente scivoloso. Non è pura leggenda.
Prima di lasciare la città rossa, come tradizione vuole che sia è già ora di testare il servizio medico locale. A deciderlo è il dente del giudizio di Chiara.
Mentre ci sobbalzano da una stanza all’altra, in sala d’attesa diveniamo l’attrattiva locale.Il dentista oggi non si è ancora presentato. Ma arriverà.
La spesa sanitaria pubblica in India è tra le più basse al mondo: solo 6 dollari pro-capite l’anno. Ciò comporta una pressoché totale privatizzazione dei servizi sanitari e la mancanza di copertura assicurativa per gran parte della popolazione.
Mi aggiro tra i corridoi per un curioso sopralluogo. Guardo Chiara e sorrido. Perchè so che non tocca a me.
Lasciamo l’ospedale con un paio di medicinali e imbocchiamo nuovamente la National Highway per raggiungere l’estremo ovest del nostro viaggio.
Gli oltre 300 km che ci dividono da Jaisalmer scorrono veloci. Si fa per dire.
A rompere la monotonia nel paesaggio di sterpaglie è la vista sporadica di qualche gazzella. Numerosi gruppi di pellegrini induisti da giorni camminano scalzi per raggiungere i luoghi di preghiera. Abbandonando cumuli di scarpe a bordo strada.
Nel tardo pomeriggio avvistiamo JAISALMER sullo sfondo, ma ci lasciamo dietro la sua roccia gialla per proseguire di 40 km in direzione KHURI.
Khuri è un piccolo villaggio a ridosso del Deserto di Thar. Tutto ha un sapore autentico. Le caratteristiche abitazioni sono ancora costruite in fango e sterco con tetti di paglia.
Il tempo di prendere il necessario dagli zaini e saliamo in groppa ad un cammello per raggiungere le dune. Servizio gentilmente offerto dai ragazzini del luogo per poche rupie. La vista al tramonto è una sensazione immensa.
L’atmosfera è idilliaca, la pace unica.
Qualche decina di km e lì c’è il Pakistan.
Inizia a fare buio. E siamo rimasti soli.
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17 marzo 2010 alle 14:47