INDIA/Day 04

Il ventilatore è rimasto acceso tutta la notte. Velocità 2.
La luce entra a stento tra le fessure della finestra.
E’ l’alba del quarto giorno.
MANDAWA è già attiva.
Lo sento dalla stanza.
Chiara invece sta ancora dormendo.
Raccolgo la bottiglia d’acqua dal pavimento. Tolgo il chiavistello e spalanco la porta in legno.
Lasciamo il paese tra cani randagi…non prima di aver fatto visita ad una scuola elementare.
Imbocchiamo la National Highway verso BIKANER.
La sosta lungo la strada è a FATEHPUR, nel distretto di SIKAR.
Una cittadina ordinaria e trasandata fondata a metà del ’400 come capitale dei nawab musulmani.
Passiamo una buona ora in compagnia del folle custode di un’haveli.
Non Nadine Le Prince. Ma una delle tante.
Lui mastica noci di betel. Noi sediamo all’ombra.
E’ orgoglioso di questo edificio e non trascura nulla.
Ma il suo inglese è davvero poco comprensibile.
Si unisce a noi un funzionario di polizia annoiato dalla giornata.
Le brocche d’acqua profumano di gelsomino.
Arriviamo a BIKANER nel primo pomeriggio.
E’ una polverosa città del deserto con oltre 500.000 abitanti.
Accanto al Junagarh Fort si estende la città vecchia, circondata da una cinta muraria, stradine anguste/buie/irregolari, fogne a cielo aperto, mucchi di rifiuti, haveli in arenaria rossa e templi gianisti impreziositi da magnifici affreschi.
La sistemazione economica migliore della città.
Così recita la Lonely Planet in merito al nostro hotel.
Abbandonati gli zaini decidiamo di spostarci di 30 km e raggiungere il Karni Mata Temple a DESHNOK.
Qui i pellegrini adorano migliaia di topi sacri, i kaba.
Entriamo a piedi nudi come tradizione vuole che sia.
Se è di buon auspicio individuare l’unico topo bianco, allora è stata una giornata fortunata.
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27 gennaio 2010 alle 11:22